Un progetto nato dalla collaborazione
Un progetto innovativo di welfare tecnologico, finanziato da Fondazione Cariplo, punta a migliorare la qualità della vita delle persone over 65 attraverso wearable device e connettività avanzata.
Monitoraggio dei parametri vitali in tempo reale, connettività garantita anche nelle zone più isolate, e caregiver sempre informati e pronti ad intervenire. Si chiama ZoiCare il progetto che vuole rivoluzionare l’assistenza alle persone fragili, mettendo la tecnologia al servizio della dignità e dell’indipendenza.
Un progetto nato dalla collaborazione
ZoiCare è il frutto della sinergia tra tre realtà del terzo settore: Stripes Cooperativa Sociale Onlus (Rho), Forme Impresa Sociale (Valfurva) e La Rada Consorzio Cooperative Sociali (Salerno). Il progetto è stato selezionato e finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando InnovaWelfare, che sostiene iniziative capaci di coniugare innovazione tecnologica e impatto sociale.
L’obiettivo dichiarato è concreto: migliorare la qualità della vita delle persone con età over 65, agendo sul loro senso di sicurezza e quindi sulla loro indipendenza, e incrementando al contempo la serenità dei loro familiari.
La tecnologia al polso: come funziona
Il cuore del progetto è un braccialetto wearable intelligente che monitora i parametri vitali dell’utente in tempo reale. Una delle scelte più significative del progetto è stata quella di coinvolgere un medico fin dalle primissime fasi di sviluppo dell’app collegata al dispositivo e del bracciale stesso: non come consulente esterno, ma come co-progettista.
È stato il professionista sanitario, insieme agli sviluppatori, a definire quali parametri monitorare e come trattarli. Una scelta emblematica riguarda lo schermo del bracciale: i dati rilevati non vengono mostrati direttamente all’utente. Una decisione deliberata, per evitare di generare ansia in chi lo indossa e lasciare invece l’interpretazione clinica dei dati ai professionisti sanitari che possono monitorare i parametri di tutti colori che indossano i dispositivi tramite pc.
Sul fronte dell’autonomia energetica, i dispositivi wearable precedentemente impiegati nei servizi di assistenza avevano un’autonomia dichiarata di sole 8-12 ore. Il Project Goal di ZoiCare è portare questa autonomia a una settimana, garantendo il monitoraggio senza interruzioni.
Connessione garantita ovunque: l’architettura RBUS
Un altro elemento innovativo è l’architettura RBUS, un sistema wireless di nuova generazione progettato per funzionare anche in assenza di rete elettrica o connettività standard. Il sistema opera anche nelle aree isolate o dove il segnale del cellulare è assente — una condizione tutt’altro che rara nelle zone rurali e montane italiane.
I dati raccolti vengono trasmessi in tempo reale ai caregiver connessi, che ricevono informazioni precise e analisi immediate, potendo così intervenire in modo tempestivo e personalizzato.
Formare le persone, non solo i dispositivi
ZoiCare non si limita alla tecnologia. Il progetto prevede un articolato piano formativo rivolto a tutti gli attori coinvolti: utenti, ospiti, amministratori e personale socio-sanitario.
Sono previsti due strumenti principali:
● Guida Operativa: manuale semplificato per l’uso quotidiano del wearable e della piattaforma digitale.
● Tutorial: pillole video pratiche e incontri live online per risolvere dubbi e affrontare casi d’uso reali.
L’innovazione nasce dalla rete
La visione di ZoiCare va oltre il dispositivo tecnologico. L’innovazione nasce dalla collaborazione: l’obiettivo è trasformare uno strumento tecnico nel cuore di una rete di benessere che rende protagonista la persona. Questo si concretizza nel lavorare fianco a fianco con il personale medico per definire quali dati raccogliere, e nel formare tutti gli utenti affinché acquisiscano piena autonomia nell’uso del dispositivo.
Il traguardo finale è liberare tempo e risorse umane per restituire valore alla socializzazione e al benessere, garantendo una vita attiva e sicura ovunque le persone si trovino.
